SIDEWAYS

Utente: Lessio
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ben 187 film visti al cinema nel 2008, nel 2009 sto ancora a 72!!!
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domenica, 21 giugno 2009

APPUNTI DI VIAGGIO

Eccomi qui, nuovamente nella mia Città Eterna, dopo ventiquattro giorni a zonzo per l'Europa. Parigi, Lille, Bruxelles, Bruges, Oostende, Amsterdam e ancora Bruxelles e ancora Parigi. Roma.
Un anno fa ero qui a promettermi che avrei fatto questo viaggio, e oggi mi sento in pace con me stesso per averlo realizzato. Laurea alle spalle, un biglietto solo andata per la Francia, per ovunque, per dappertutto. Non è mai semplice raccontare un viaggio, troppe sensazioni per cui non sono ancora state inventate parole adatte, troppa bellezza imprigionata negli occhi, incapace di trovare la strada per arrivare alle dita, costrette a scrivere impotenti rispetto a quanto giace nei piani alti della testa. Ricordi.
Eccomi qui, dicevo, a riprendere in mano quella stessa vita lasciata in stand-by, prima di questa parentesi europea che mi ha portato a domandarmi se la vita fosse quella lasciata a Roma o quella vissuta per le strade di questo maiuscolo continente. La risposta è forse in tutto ciò, e anche di più.
I giorni sono passati in fretta, troppo in fretta, i saluti e gli arrivederci sono stati tanti, ma non tristi. L'impressione, che sfuma in certezza, è che un mese non sia abbastanza in mezzo a culture così interessanti, così affascinanti, con i loro difetti ovviamente, ma che sanno stupire con i pregi. Sfoglio spesso le pagine del taccuino che mi ha accompagnato in questa avventura, nella speranza di rimandare indietro il tempo e rivivere tutto: mi rendo conto che alla fine i viaggi non sono i luoghi, o non soltanto, ma le persone. I viaggi sono loro, le emozioni sono loro, evocate da loro. La gente, gli amici, le ragazze: le persone. Il mio viaggio sono stati loro, e anche chi leggeva le mie cartoline, a cui ho cercato di trasmettere un soffio dell'aria che respiravo.
Quando ho aperto la mia valigia a Roma ho trovato mille ricordi che si facevano strada tra i maglioni sgualciti e lo spazzolino da denti. E mi sono finalmente reso conto che questi ventiquattro giorni in Europa resteranno sempre con me, ovunque andrò, nella mia biografia, nella storia dei miei passi, che forse sono stati talvolta piccoli e incerti, ma sempre sinceri, mossi dal cuore. Mi sono promesso di non permettere mai a me stesso di incatenarmi ad una vita che non voglio, e di sentirmi libero da ciò che non sento mio. Ho brindato alla mia, nella speranza di non rompere mai questo incantesimo. I ricordi si affollano, ma i miei pensieri sono ora concentrati su Roma, sul domani, sul dopodomani: affido alle mille e più foto il compito di riportarmi indietro, di raccontarmi; affido ai miei appunti confusi la speranza di ritrovare le sensazioni e le emozioni raccolte lungo il mio cammino. C'è tanta bellezza nel mondo, e la vita merita di essere vissuta.
Au revoir.


postato da: Lessio alle ore 14:17 | link | commenti
categorie: pensieri, viaggi, diario
venerdì, 15 maggio 2009

RINGRAZIAMENTI DI FINE LAUREA

Scrivere queste righe a pochi giorni dalla fine della mia vita da studente non è facile, la conclusione di un’epoca come quella universitaria rappresenta per me un traguardo dalle sensazioni contrastanti: i miei ricordi di questi anni al Dams non sono fluidi come un piano sequenza, sono piuttosto tanti fotogrammi montati in rapida e confusa successione, ma ognuno dal valore immenso. Una semplice lista di nomi da ringraziare non renderebbe giustizia a tutti coloro i quali hanno fatto parte di questa carriera universitaria, motivo per cui non leggerete alcun nome, ma soltanto una serie di motivazioni nelle quali i diretti interessati riusciranno (forse) a riconoscersi.

Prima di tutto ringrazio chi mi ha seguito in questi miei ultimi passi da studente con disponibilità e professionalità, e chi da quando ho iniziato il Dams si è sempre rivelato prodigo di consigli e umanità. Ringrazio chi mi ha fatto compagnia nei lunghi pomeriggi trascorsi in biblioteca a studiare, chi si è fermato con me alla Tazza d’Oro per un caffè, un cappuccino o una birra e anche chi me l’ha servita, chi è stato con me durante le tante ore passate a mensa e a lezione, e chi ha reso piacevole l’attesa durante gli esami. Ringrazio soprattutto chi mi ha motivato nei momenti più faticosi, chi mi ha detto che ce l’avrei fatta e anche chi non me l’ha detto ma lo pensava. Ringrazio chi ha cercato di cambiare il mio modo di vedere le cose, e anche chi c’è riuscito. Ringrazio chi mi fa compagnia al cinema, chi mi permette di scrivere di cinema e chi mi legge con costanza e piacere. Ringrazio chi mi considera un fratello e chi è stato spesso confuso come tale, chi ha supportato le mie idee e anche chi le ha sopportate, chi mi ha fatto scoprire cose nuove e chi ha reso migliori quelle che già conoscevo. Ringrazio chi ha contribuito a migliorare il mio francese, il mio inglese e il mio spagnolo, ma anche chi apprezza il mio romano. Ringrazio chi ha inventato l’Erasmus e chi mi ha fatto girare il mondo senza muovermi da Roma, chi ha fondato questa città meravigliosa e chi mi ci ha fatto nascere.

Infine ringrazio quelle mura di via Ostiense, talvolta criticate, talvolta bistrattate, ma che racchiudono in sé un grande cuore che batte ventiquattro volte al secondo, un universo di sfumature e di caratteri che mi ha permesso di crescere a livello umano prima ancora che professionale, e che porterò con me su tutte le strade che da oggi mi troverò a percorrere: perché anche se giriamo il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo.


postato da: Lessio alle ore 01:15 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, università
mercoledì, 08 aprile 2009

STRADE DI FRANCIA

Ora è ufficiale: il 23 maggio sarò a Parigi. Viaggio di sola andata, finché non deciderò di tornare...

Parigi, Parigi a me va bene per non tornare più
così dicevi perché i miei occhi pieni di stazioni e chiese
ritornassero blu
Le mani, le mani già lo sanno che non vivranno qui
e, mi spiegavi, per questo vedi amore non si fermano un momento
e tremano così.

perché le cose non vanno mai come vuoi tu
anzi è più facile cambino ancora di più

Così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è

Le strade, le strade dei francesi che non ho visto mai
eh, ma se i sogni non li avessi già completamente spesi
in quello che sai

perché le cose non vanno mai come vuoi tu
anzi è più facile cambino ancora di più

Così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è

E se Parigi è così immensa e tu non hai paura come me
per queste strade di Francia io vengo con te

E allora adesso che ogni cosa ha un nuovo nome
e questo nome me lo insegni tu
com'è che vivo ancora tra una chiesa e una stazione
e i miei occhi, i miei occhi non ritornano blu...

(Daniele Silvestri)


postato da: Lessio alle ore 19:56 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, viaggi, musica, news
lunedì, 30 marzo 2009

LUCKY

La primavera non ha tardato ad arrivare, l'ora legale si è insinuata nelle nostre lancette sconvolgendo momentaneamente i nostri fusi orari, anche perché fuori dalla mia finestra (che dà su un cortile, ma ha ben poco a che vedere con Hitchcock) mi sembrano le 6 del pomeriggio, quando invece tra poco si cena. Ebbene ecco la primavera, la fine del letargo (ma per chi poi?), l'inizio dei sei mesi più movimentati di ogni anno (ma chi l'ha detto poi?). Ma sì, mi sono lievemente allontanato da queste pagine, un po' per il calo (leggasi crollo) dei lettori/commentatori, un po' per il crollo (leggasi calo) della mia voglia di raccontarmi, un po' per la mia volontà di dedicare il tempo passato a scrivere su ben altri settori letterari diversi dal blog (che siano tesi di laurea, romanzi o recensioni). Dunque, vi/mi devo un aggiornamento, perchè è passato un mese dall'ultimo post, e qualcosa da dire forse c'è.
In breve, oppure no:

- La mia tesi di laurea sulla figura del critico cinematografico procede a buona andatura: oggi ho finito il capitolo sui Cahiers du Cinéma, la storica rivista che grazie a Truffaut & friends ha rivoluzionato il mestiere del critico. Sto a una cinquantina di pagine, e la parte più divertente deve ancora arrivare (ovvero quella sull'era di Internet, che mi riguarda da vicino). Domani (sperando che sia la volta buona) porterò una trentina di pagine dal mio relatore - che non riesco a vedere da gennaio - sperando che non abbia dimenticato che mi devo laureare con lui...

- Domani dovrei anche sapere le date della sessione di laurea (in effetti avrebbe avuto più senso scriverlo domani questo post...): voci incontrollate ma abbastanza verosimili parlano del 15 maggio come la deadline della sessione, il che ci porta dritti dritti al punto 2 di questo aggiornamento: il viaggio post-laurea. Se le voci troveranno conferma, potrò ufficialmente prenotare il volo per Parigi, previsto intorno al 21 maggio. Solo andata: poi, non appena i soldi cominceranno a scemare, sarà il momento di prendere il biglietto del ritorno (molto probabilmente da Bruxelles), anche perchè non riesco a programmare una data per il ritorno già da ora. L'idea di base del mio itinerare è Parigi-Lille-Bruxelles più annessi e connessi (tipo Bruges), sembra invece assai improbabile al momento una conclusione londinese. Ma comunque, vi terrò informati.

- Il resto? La vita romana procede bene, tra film, cenette, tiramisu e non solo; gli impegni di certo non mancano, ma le distrazioni sono davvero piacevoli: miracoli della primavera. Penso di dover spingere sulla tesi ancora per un paio di settimane, dopodichè mi ritroverò con molto tempo libero da poter finalmente dedicare a quelle mie passioni rimaste un po' castrate in quest'ultimo periodo, ovvero i libri e la fotografia. E poi ci sarà Roma in primavera, uno spettacolo che si rinnova, in questa città che adoro, adoro, adoro, e che non smette mai di sorprendermi.

Vorrei andare avanti, ma ho perso tempo in altro, ho cenato, e ora devo uscire. Ci risentiremo presto. Chiudo con un piccolo censimento: se ci siete ancora, battete un colpo, giusto per sapere per chi scrivo...

Tramonto romano

postato da: Lessio alle ore 21:21 | link | commenti (5)
categorie: pensieri
domenica, 01 marzo 2009

AAH, MO STO BENE

«Mo sto bene»: le ultime parole di Franco Citti nel pasoliniano "Accattone", le stesse parole che mi sono uscite nel momento della verbalizzazione del mio ultimo esame della magistrale. Proprio "Accattone", pochi minuti prima, era stato l'argomento dell'ultima domanda che la professoressa mi aveva rivolto, prima di congedarmi verso nuovi orizzonti. Dopo il momento della firma, è stato spontaneo rivolgermi alla stessa professoressa del mio primo esame della triennale («sono stata l'Alfa e l'Omega della tua carriera universitaria!») con le parole di Accattone, provocando un «mi raccomando» da parte della stessa insegnante, accompagnato da un gesto con la mano che sembrava consigliarmi di non fare la stessa fine del protagonista del film...
Ora, in attesa di verbalizzare un esame scritto di cui ancora non sono a conoscenza del risultato (ma trattandosi di francese è troppo tranquilla), nonostante i problemi burocratici che la professoressa della facoltà di lingue anche stavolta ha provato a tirare fuori (già a settembre aveva dato i numeri), posso dedicarmi completamente alla mia tesi, gestendo il tutto a modo mio («ho visto che ti sai muovere bene da solo, procedi come preferisci», mi disse il mio relatore a dicembre), che spesso è il modo migliore...
Non è stata davvero niente male questa sessione: immergere le mattinate e i pomeriggi nella seria allegria della biblioteca dello spettacolo, dove si alternavano atmosfere da gita scolastica, tempi delle mele, l'impegno per portare a termine ognuno i suoi esami. Le camminate lungo il corridoio, la processione per accompagnare chi doveva fare un esame come si accompagna alla stazione il soldato che va alla guerra, o la sposa all'altare. Le chiacchiere davanti alle postazioni internet o alla macchinetta del caffè, la carbonara della mensa al 45 Giri, i tormentoni del periodo, i film in consultazione, la doverosa chiusura alla Tazza d'Oro. Idee che aleggiano e prendono forma, progetti che nascono, muoiono, si concretizzano. Una chiusura degna dei cinque anni e mezzo passati al Dams.
E ora, dicevamo, la tesi. Il tesserino da giornalista. Il viaggio. Il concerto di Bruce Springsteen. Il libro. La primavera che arriva. Il sole. Tappe, obiettivi, sorprese.
E pure Roma-Arsenal.
Aah, mo sto bene proprio.


postato da: Lessio alle ore 17:40 | link | commenti (4)
categorie: pensieri, università
lunedì, 02 febbraio 2009

IERI, OGGI E DOMANI

Stavo sfogliando le pagine del calendario. Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile.... e così via. Il 2009. Mi sono animato di vita, dietro ogni pagina ho visto qualcosa che mi aspetta, un futuro che è lì, bello e sorridente, ad aspettare che la mia vita lo raggiunga. Un futuro che aspetta di essere dipinto: ho un pennello e i colori, magari non sarò un grande pittore, ma diamine se sto facendo del mio meglio. E così, pagina dopo pagina, ho visto tra i mesi del 2009 la mia laurea definitiva, ho visto aerei decollare, ho visto baci rimasti in sospeso, ho visto l'infinito. Ho visto quello che mi piace vedere. Tutto il resto è una sorpresa, e di questi tempi, quanto amo le sorprese!
Domani comincia l'ultima sessione di esami della mia vita, l'ultima rassegna, l'ultima kermesse, che dir si voglia. Sono carico e motivato come non mai, sto studiando con una voglia addosso invidiabile, merito anche dei ritorni della scorsa settimana, in particolare del ritorno di lei. Ritornare a vedere il suo sorriso. Ritornare a respirare il suo odore. Ritornare a toccare il suo corpo. E mentre il cielo romano ricomincia a coprirsi di nuvole, nella mia testa l'ultimo dubbio, l'ultima paura si va sciogliendo, lasciando spazio alla totale e pura serenità.


postato da: Lessio alle ore 00:10 | link | commenti (2)
categorie: pensieri
domenica, 11 gennaio 2009

DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE, DAL LETAME NASCONO I FIORI

Dieci anni fa se n'è andato un cantautore, un poeta, una delle figure più importanti e significative del panorama musicale italiano, e probabilmente non soltanto musicale. Dieci anni fa avevo diciassette anni e sapevo a malapena chi fosse Fabrizio De Andrè: non ricordo se a quei tempi fossi in grado di citare un solo titolo di canzone, avevo stima per il suo nome senza saperne il perchè, forse troppo perso dietro al cazzeggio, gli amori e la rabbia di quell'età per preoccuparmi di conoscere, di sapere. Penso che l'Italia di oggi abbia perso soprattutto la voglia di raccontare e di raccontarsi che aveva De Andrè, che era un uomo, un essere umano, e in quanto tale imperfetto, ma capace di sfiorare la perfezione nella sua arte. Raccontava storie di vite che non finiscono sui giornali, storie di poveracci, di prostitute, di gente di strada. Ha riletto e cantato i dieci comandamenti dal punto di vista di chi non li ha scritti, ma di chi li subisce; ha trasformato la più grande scoperta geografica di sempre nella storia di un massacro, ha dato voce a coloro che non detengono il potere, si è fatto gioco di re e di papi, come un cantastorie medievale ma sempre attuale e moderno.
Io non sono la persona più adatta a ricordare un così grande uomo, i miei giudizi sono influenzati dalla passione fresca e recente, e per questo ancora più acerba di una stima e un amore duraturo: non ho il punto di vista di chi ha ammirato e apprezzato De Andrè per varie fasi della sua vita. Ho imparato a conoscerlo a fondo troppo tardi, appena un anno fa, e attraverso i suoi testi e le sue melodie ho scoperto un nuovo mondo: di certo mi ritengo una persona fortunata e più ricca ora che ho avuto l'opportunità di conoscere la sua musica. Il percorso della mia vita, da dieci anni fino ad oggi, ha fatto sì che mi ritrovassi qui, in questo momento, a scrivere queste parole. Queste poche righe non rendono giustizia alla sua arte, me ne rendo conto, ma al suo nome e alle sue canzoni sono già associate mille immagini del mio passato recente, motivo per cui ho sentito il bisogno di rendergli omaggio. Non so se questa Italia marcia sarebbe migliore se ci fosse ancora il Faber, ma di certo ci farebbe bene starlo ancora ad ascoltare. Oggi sono dieci anni che ci ha lasciato, sarebbe bello approfittare di questo giorno per scoprirlo e riscoprirlo, attraverso le casse dell'auto, le cuffie dei lettori mp3 e degli Ipod, gli impianti di casa, semplicemente dal pc o magari con una chitarra in mano, suonando le sue canzoni, leggendo le sue parole.

"Pensavo è bello che dove finiscano le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra" (Amico Fragile)

"Venuto dal sole o da spiagge gelate, perduto in novembre o col vento d'estate, io t'ho amato sempre, non t'ho amato mai, amore che vieni, amore che vai" (Amore che Vieni, Amore che Vai)

"Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può dare cattivo esempio" (Bocca di Rosa)

"Prima pagina venti notizie, ventuno ingiustizie e lo stato che fa, si costerna, s'indigna, s'impegna poi getta la spugna con gran dignità" (Don Raffaè)

"Si son presi i nostri cuori sotto una coperta scura, sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura, fu un generale di vent'anni occhi turchini giacca uguale, fu un generale di vent'anni figlio di un temporale, ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek" (Fiume Sand Creek)

"Salvate le sue labbra salvate il suo sorriso, non ha vent'anni ancora, cadrà l'inverno anche sopra il suo viso, potrete impiccarlo allora" (Geordie)

"Della guerra sono stanca ormai, al lavoro di un tempo tornerei, a un vestito da sposa o qualcosa di bianco, per nascondere questa mia vocazione al trionfo ed al pianto" (Giovanna D'Arco)

"Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati" (Giugno 73)

"Amammo in cento l'identica donna, partimmo in mille per la stessa guerra, questo ricordo non vi consoli, quando si muore si muore soli" (Il Testamento)

"«Non avrai altro Dio all'infuori di me» spesso mi hai fatto pensare, genti diverse venute dall'est dicevan che in fondo era uguale: credevano ad un altro diverso da te, e non mi hanno fatto del male" (Il Testamento di Tito)

"Gli disse lei, ridendo forte: «l'ultima tua prova sara' la morte», e mentre il sangue lento usciva e ormai cambiava il suo colore, la vanità, fredda, gioiva: un uomo s'era ucciso per il suo amore; fuori soffiava dolce il vento ma lei fu presa da sgomento quando lo vide morir contento, morir contento e innamorato quando a lei nulla era restato: non il suo amore, non il suo bene, ma solo il sangue secco delle sue vene" (La Ballata dell'Amore Cieco)

"Fermati Piero, fermati adesso, lascia che il vento ti passi un po' addosso, dei morti in battaglia ti porti la voce, chi diede la vita ebbe in cambio una croce" (La Guerra di Piero)

"Quello che non ho è quel che non mi manca" (Quello che non ho)

"E morì come tutti si muore, come tutti cambiando colore, non si può dire che sia servito a molto, perché il male dalla terra non fu tolto" (Si Chiamava Gesù)

"E non Dio, ma qualcuno che per noi l'ha inventato ci costringe a sognare in un giardino incantato" (Un Blasfemo)

"Un nano è una carogna di sicuro, perchè ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo" (Un Giudice)

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori" (Via del Campo)

 


postato da: Lessio alle ore 03:34 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, musica
mercoledì, 31 dicembre 2008

GREATEST HITS 2008

L'anno scorso la top5 dei miei momenti più belli dell'anno è stata un grande successo a livello di commenti e partecipazione (qui potete rileggere quello storico post). Eccomi ancora qui a darvi, insieme agli auguri per l'anno nuovo, i cinque momenti più significativi, belli e indimenticabili del mio 2008 (anche se ho deciso di omettere un paio di momenti che ritengo troppo personali per essere inseriti sul blog). Buon anno nuovo.

#5 Anche quest'anno devo inserire un momento calcistico, ma, credetemi, è stato un qualcosa di totalmente pazzesco. Penultima giornata di campionato, Roma in casa contro l'Atalanta, all'Inter bastava una vittoria casalinga con il Siena (già salvo) per vincere lo scudetto. L'Inter passa due volte in vantaggio, e due volte viene raggiunta dai gol del Siena, intanto la Roma segna un gol per tempo all'Atalanta. Tutto lo stadio ormai sta seguendo la partita di Milano, all'ultimo minuto il solito calcio di rigore per l'Inter: Materazzi sbaglia e lo stadio esplode in una bolgia infernale. Mi stavo realmente sentendo male, la Roma era di nuovo in corsa per lo scudetto, ad una giornata dalla fine, e le due squadre contro le quali dovevano giocare l'ultima partita erano le due squadre in lotta per non retrocedere (grazie al gol del pareggio della Juve con il Catania sempre all'ultimo minuto di quella pazzesca domenica pomeriggio). Queste poche righe non possono restituire l'emozione di quel momento, ma se voleste farvi un'idea migliore su tutto ciò, vi rimando al post che dedicai a quella lunga domenica di passioni.

#4 A Bologna con Sgherri e Yuri per il concerto degli Smashing Pumpkins, tornati insieme dopo anni e anni. L'anno prima l'alluvione di Mestre aveva annullato il concerto precedente, e così questo di Bologna rappresentava la fine di un'attesa interminabile. Il concerto è stupendo, Billy Corgan è in formissima e sta andando tutto alla grande. Ecco arrivare il momento di "Mayonaise", una delle nostre canzoni preferite in assoluto. Succede un qualcosa di mai provato prima: la sensazione di fondersi in un tutt'uno con la musica, sentire ogni nota della chitarra, ogni parola del testo entrarti dentro, sentire ogni cosa parte del tuo passato, ma anche del tuo presente, la sensazione di essere in un'altra dimensione, da soli con la musica. Si tratta della canzone della tua adolescenza che torna a raccontarti il tuo presente, e forse anche il tuo futuro, un momento di totale fusione estatica tra musica e anima. Se ci ripenso mi vengono i brividi: ce ne vorrebbero di più di momenti così.

#3 Primi di giugno. Marie è la prima del nostro anno Erasmus a doverci salutare, con un paio di mesi di anticipo rispetto alle altre ragazze, e agli altri ragazzi. Nell'ultimo mese, dopo un aprile bellissimo, avevamo avuto un periodo di piccoli contrasti e disaccordi. Negli ultimi dieci giorni però era tutto tornato come prima e il momento in cui ci siamo salutati è stato emotivamente splendido: ci siamo abbracciati forte, avevamo entrambi la consapevolezza che qualcosa stesse finendo, l'ho riempita di baci e le ho sussurrato delle parole all'orecchio. Lei mi ha guardato, poi mi ha abbracciato forte, mentre a qualche metro di distanza un'altra amica nostra piangeva nel guardarci. Dover dire addio ad una persona era un qualcosa al quale non ero ancora abituato, ma che sarebbe stato sempre più frequente nelle settimane a venire. Un momento davvero bello, impensabile non inserirlo in classifica.

#2 Una serata di ottobre, la fine di un periodo complicato, difficile, faticoso, ma istruttivo. Durante una delle mie tipiche passeggiate notturne per il centro di Roma (un'abitudine che ho da quando ero un ragazzino) comincio a riflettere e a pensare a tutto ciò che mi riguarda, tiro le somme della mia vita, guardo dentro me stesso e cerco di capire molte cose. Prendo appunti su un taccuino. Il mio vagare mi porta sotto il Colosseo, è notte e non c'è nessuno. Tocco il suo marmo, dopodichè mi siedo su un muretto nelle vicinanze. Comincio a prendere consapevolezza di ogni cosa, mi rendo conto di sentirmi stretta la vita che faccio, capisco che il futuro è invadente, ma che per fortuna viene un giorno alla volta. Decido di mettere da parte tutto ciò che non sento mio, di dovermi allontanare da ogni cosa che mi annoia, che mi fa perdere tempo, che non voglio fare. Sento la necessità di crescere, di smetterla con quella vita da eterno adolescente che mi sta tremendamente stretta, sento il bisogno di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, di imparare, di sentirmi vivo. Stimoli continui. In quel momento capisco che per realizzare tutto ciò devo privarmi di molte cose, ma va bene così. Probabilmente è stata una delle serate più importanti della mia vita, un momento di svolta totale, con tutti i rischi e i vantaggi che ne conseguono.

#1 Anche quest'anno c'è Flo al primo posto del Greatest Hits. Se l'addio a Marie era stato un momento emotivamente indimenticabile, il saluto finale a Flo è stato qualcosa che mi è entrata nella pelle, nel sangue, giorno dopo giorno ho immagini di quel momento che mi affollano la mente. Una calda domenica sera di fine luglio, al centro di Ponte Sisto. La mattina dopo lei avrebbe lasciato Roma dopo un anno intensissimo, meraviglioso. Flo è stata la prima Erasmus che avevo conosciuto, per me ha rappresentato l'inizio di tutto, l'inizio di un anno che ha stravolto il mio modo di vedere la vita e il mondo, che mi ha profondamente cambiato. La maggiorparte dei miei ricordi su questa annata sono legati a lei, mille momenti vissuti insieme che ancora oggi amiamo ricordare. Ci facciamo un'ultima foto insieme, parliamo un po', io ho la testa piena di immagini e di pensieri confusi, non riesco a dirle molto, anche Flo è triste e parla poco, lasciamo parlare i nostri occhi, prima di abbracciarci. Mentre siamo abbracciati il cielo comincia a illuminarsi di fuochi d'artificio, ci scherziamo sopra, sembra di trovarci dentro a un film. Non poteva esserci un finale più emozionante: Ponte Sisto e i fuochi d'artificio. Mancano soltanto i titoli di coda. Con la sua partenza finisce ogni cosa, e non riesco a non sentirmi triste: una parte di me sta per andarsene in Francia con lei. I fuochi d'artificio continuano a esplodere sopra di noi, ci salutiamo ancora un'ultima volta, Flo sale in bicicletta e si allontana. Mentre va via si gira sorridendo, urlando un "merci pour tout" che mi ha marchiato la pelle. Vedo la sua sagoma allontanarsi, e infine sparire tra la folla. Uno dei momenti più toccanti e indimenticabili di sempre.


postato da: Lessio alle ore 01:41 | link | commenti (5)
categorie: pensieri, top 5
domenica, 28 dicembre 2008

IL MIO 2008

In attesa del post con il Greatest Hits, ovvero i 5 momenti del mio 2008, che arriverà a giorni e che molti di voi fremono per leggere, vi propongo un video creato con un sito, una sorta di trailer con le immagini simboliche del mio 2008. Dura 30 secondi, ma non merita il vostro tempo! La canzone che ho scelto però è bella.


postato da: Lessio alle ore 18:04 | link | commenti
categorie: varie, video
sabato, 20 dicembre 2008

ABSTRACT

Per fortuna sono riuscito a far mettere nero su bianco: al primo tentativo ho trovato un relatore per la mia tesi, ho dovuto un po' convincere il prof ma alla fine mi ha detto di sì. Stavo lavorando alla presentazione della mia tesi della specialistica da un paio di mesi, leggendo libri, facendo ricerche nelle biblioteche, e ora che finalmente ho avuto la firma del prof sulla domanda di richiesta per la tesi posso rilassarmi per qualche giorno. Visto che ci sono, per rispondere in modo esauriente a chi mi chiedeva l'argomento della mia tesi, ecco qui la presentazione che ho consegnato al professore. Il titolo non l'ho ancora pensato, ma l'argomento riguarda la figura del critico cinematografico. Ecco qui l'abstract:

"La figura del critico esiste da sempre: già nell’antichità molti autori greci e latini dedicavano i loro scritti a commentare e criticare gli spettacoli ai quali assistevano. Con lo sviluppo del teatro la figura del critico ha cominciato ad acquistare influenza ed autorità, fino alla nascita del cinema, e di conseguenza del critico cinematografico, una figura in costante trasformazione negli anni.
La figura del critico cinematografico è una figura non facilmente delineabile: nasce come ruolo minore all’interno del contesto giornalistico, si sviluppa attraverso la nascita di riviste specializzate fino a diventare una figura fondamentale all’interno della storia del cinema, in particolar modo grazie alla nascita e allo sviluppo dei Cahiers du Cinéma negli anni Cinquanta, in cui la critica giunge alla consapevolezza dei propri doveri. Nel 2000, con la diffusione di Internet, delle riviste online e dei blog cinematografici (la naturale evoluzione delle fanzine cartacee dei decenni precedenti), la figura del critico ha assunto una forma totalmente diversa, aprendo le porte soprattutto ai giovani, più appassionati ma talvolta meno professionali rispetto ai loro corrispettivi del passato, e permettendo a chiunque di diventare critico, in un certo modo influenzando e indirizzando lettori e cinefili nei confronti di determinati film. Con le nuove tecnologie dunque, il sapere circola senza barriere e inibizioni, in modo democratico: in tal modo la critica, svincolatasi da barriere istituzionali, diventa atto di pura scrittura, libero e soggettivo.

L’intento del mio lavoro è di delineare la figura del critico cinematografico, con un occhio di riguardo per quel che riguarda questo ruolo in Italia: come è nato, come si è evoluto, come si è sviluppato, attraverso la ricerca di materiale del passato (libri, giornali e riviste), un clic sul presente (blog, forum, comunità su Internet) e interventi di critici autorevoli (italiani e stranieri), in modo da riuscire a delineare il passato, il presente e il futuro di questa figura professionale. La domanda finale alla quale questa tesi vuole rispondere è: la storia del cinema l’hanno fatta i film o coloro che ne hanno scritto a proposito?"


postato da: Lessio alle ore 16:30 | link | commenti (4)
categorie: cinema, università


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