SIDEWAYS

Utente: Lessio
"Non sono niente, non sarò mai niente, non posso voler essere niente. A parte questo ho dentro di me tutti i sogni del mondo"

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ben 187 film visti al cinema nel 2008, nel 2009 sto ancora a 86!!!
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sabato, 21 novembre 2009

NOTE SU DUBLINO

Cinque giorni a Dublino. Cinque giorni per staccare la spina, anche se non ho ben capito da che cosa, ma soprattutto cinque giorni per ricordarmi che c'è un mondo al di fuori dalla mia amata Roma. Questa volta ero solo, completamente solo, insieme al mio taccuino e alla fedele Canon: nessun volto amico ad aspettarmi, nessun sorriso, nessun abbraccio, soltanto una pinta di Guinness, la chitarra acustica di qualche cantante di strada, e chissà che altro.
Prima di ogni partenza sono sempre teso, per quanto ami viaggiare non credo mi abituerò mai del tutto alle sensazioni prima del viaggio: mentri ci si allontana da casa si accavallano dubbi e incertezze, lentamente diradati dall'eccitazione per la nuova avventura, la bellezza del sentire la propria vita presa per mano, il piacere di buttarsi alle spalle la noia, la malinconia, le preoccupazioni.

Sognavo da anni di andare in Irlanda, questa terra di scrittori e cantanti, e finalmente ci siamo conosciuti. Dublino è una città speciale, i colori dell'autunno si poggiano gentilmente sulle sue vie, proponendo continuamente il tricolore locale sotto forma di foglie e fili d'erba. La musica domina le strade e i locali: dai violini di Grafton Street alle chitarre di Temple Bar, dai cori gospel in Henry Street ai flauti vicino alle sponde del Liffey. Musica ovunque, dappertutto, sorseggiando un Irish Coffee, se non una Guinness, in compagnia della barbuta allegria dei suoi cittadini, sempre pronti a regalare una risata e una battuta ai viaggiatori.
Mi accontento di poco per stare bene: scrivere, fotografare, osservare, ascoltare e ancora scrivere. Una birra a Temple Bar, cassa armonica di ogni viandante, qualche aforisma di Oscar Wilde scritto sulle pietre del suo memoriale. Piccole cose, minute tessere di quel grande puzzle che chiamiamo vita. In quest'ottica stare da soli significa assaporare la libertà, convivere con la solitudine e piegarla al proprio volere, confrontarsi con una condizione di esilio per poi riscoprire il piacere della compagnia, delle parole, dei brindisi: come i tentativi stentati di quei sette pazzi spagnoli di parlare in italiano, la simpatia del norvegese Bjorn, che mi ha invitato in Norvegia per insegnarmi a pescare il salmone, il rosso Denis Murray che mi ha dedicato una canzone di Johnny Cash, gli sguardi sorridenti delle ragazze irlandesi per strada.
L'ultimo giorno un po' di pioggia: così come alla fine del mio grande viaggio francese della scorsa primavera, anche questo si è concluso con la pioggia, la grande costante dei miei ritorni, come un pianto d'addio che bagna le strade che calco, per un'ultima volta, o almeno così mi piace credere.

Forse è vero che la felicità non è reale se non condivisa, ma è anche bello godersi i momenti e tenerli stretti a sè, assaporando ogni sorso di vita, o almeno provandoci...


postato da: Lessio alle ore 21:47 | link | commenti
categorie: pensieri, viaggi, diario
lunedì, 26 ottobre 2009

ROME FILM FEST 2009

Anche questa quarta edizione è andata..! Tutti i resoconti su www.lessio.splinder.com e ovviamente www.livecity.it...

Si ritorna al mondo reale...


postato da: Lessio alle ore 00:59 | link | commenti (4)
categorie: varie, cinema
venerdì, 09 ottobre 2009

IN UN GIORNO DI PIOGGIA

Pochi giorni fa mi sono svegliato con un solo pensiero in testa: "È tempo di partire", mi dicevo. Il taccuino bordeaux che mi ha accompagnato lungo tutto il viaggio europeo di pochi mesi fa, il "mio" viaggio, mi ha ricominciato a chiamare, mi ha sussurrato che è tempo di raccontargli una nuova, piccola, avventura, di riempire ancora una volta le sue pagine con una nuova parentesi europea. E così, una manciata di minuti più tardi, eccomi con in mano un volo per Dublino. Saranno cinque giorni soltanto, ma va bene così, saranno le mie cinque giornate dublinesi. Ad aspettarmi questa volta non ci saranno volti amici, ma solo il sapore di una Guinness e la musica delle strade. Nell'attesa di questa nuova avventura, mi dedico questa canzone:

Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie.
Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto.
Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango, e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade.
Hai i fianchi robusti di una vecchia signora e i modi un po' rudi della gente di mare, ti trascini tra fango, sudore e risate e la puzza di alcool nelle notti d'estate.
Un vecchio compagno ti segue paziente, il mare si sdraia fedele ai tuoi piedi, ti culla leggero nelle sere d'inverno, ti riporta le voci degli amanti di ieri.
È' in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via.
Hai occhi di ghiaccio ed un cuore di terra, hai il passo pesante di un vecchio ubriacone, ti chiudi a sognare nelle notti d'inverno e ti copri di rosso e fiorisci d'estate.
I tuoi esuli parlano lingue straniere, si addormentano soli sognando i tuoi cieli, si ritrovano persi in paesi lontani a cantare una terra di profughi e santi.
È in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta, il vento dell'ovest rideva gentile e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti mi hai preso per mano portandomi via.
E in un giorno di pioggia ti rivedrò ancora e potrò consolare i tuoi occhi bagnati.
In un giorno di pioggia saremo vicini, balleremo leggeri sull'aria di un Reel.

(Modena City Ramblers)


postato da: Lessio alle ore 22:38 | link | commenti
categorie: pensieri, viaggi, musica
domenica, 20 settembre 2009

VOGLIO FARE LO SCRITTORE

E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.

se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perchè vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.

Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.

non c'è altro modo
e non c'è mai stato.

(Charles Bukowksi)


postato da: Lessio alle ore 23:51 | link | commenti (2)
categorie: poesia
venerdì, 21 agosto 2009

QUE SERA SERA

Sono tornato a Roma, una piacevole abitudine quest'anno, lasciare la mia città per poi ritrovarla e riscoprirla.
Sulla porta di casa ho trovato un piccolo promemoria con scritto: "fai tesoro di ciò che hai appreso". A lasciarmelo ci ha pensato l'annata che si appresta a finire, prima di lasciare il posto alla nuova. Un bel pensiero, da parte sua.
Il 1° settembre, chi mi conosce lo sa, festeggio il mio personale capodanno: non gennaio, ma settembre, il momento in cui azzeriamo le lancette del nostro orologio interiore per affrontare dodici nuovi mesi, dodici mesi totalmente nuovi da riempire con ciò che più amiamo: persone, film, canzoni, libri, viaggi (speriamo anche lavoro, e chissà cos'altro...).
Agosto è inevitabilmente tempo di bilanci. E stilare il proprio bilancio davanti al mare, con la luna riflessa sulle onde, al di là della banalità della situazione (ma si sa, mi emoziono con poco), aiuta a essere più sinceri con se stessi. Come sempre, mi sono affezionato e legato all'annata appena trascorsa, che mi costringe ad abusare ancora una volta della parola "indimenticabile", e mi sono interrogato sul futuro: ora che ho finito l'università si apre un'epoca nuova, con più responsabilità, ma con molti stimoli anche. Una volta qualcuno ha scritto che la cosa più bella del futuro è che arriva un giorno alla volta. Amo questa frase, e l'ho fatta mia. Come un bambino che durante la notte di Natale prova a curiosare tra i regali sotto l'albero, allo stesso modo vorrei buttare un occhio sotto l'albero della vita per capire cosa mi riserva il domani, sono prontissimo a riceverlo. Ma come diceva la canzone: que sera sera, whatever will be, will be, the future's not ours to see, que sera sera...


postato da: Lessio alle ore 23:12 | link | commenti (4)
categorie: pensieri
sabato, 18 luglio 2009

IL TEMPO PERDUTO

L'estate è arrivata.
Pochi mesi fa, sfogliando il calendario, mandavo avanti i giorni in attesa che la mia vita raggiungesse queste date. Giravo avidamente le pagine indicando con il dito il mio futuro. Il tempo, giorno dopo giorno, mi ha già portato a tutto ciò che aspettavo: la laurea, il mio atteso viaggio "spirituale" in Europa, i concerti di luglio.
Il tempo, queste cinque lettere così facili da leggere, così semplici da pronunciare, così difficili da mandare giù: non ho mai conosciuto nessuno così egoista. L'egoismo del tempo è qualcosa che passivamente siamo costretti ad accettare, ma come sopportare l'idea di questo signore che passa, così velocemente, senza guardare in faccia a nessuno, senza concedere neanche un momento di se stesso per renderci conto di ciò che stiamo attraversando. Però arriva sempre quel momento di lucidità in cui, come un sospiro portato dal mare di notte, una voce ci sussurra all'orecchio che stiamo passando gli anni più belli della nostra vita, ed è terrificante rendersene conto. O forse è meraviglioso. Punti di vista.
Come si può andare alla ricerca del tempo perduto, se il tempo continua a perdersi durante la ricerca stessa? È come un gatto che si morde la coda. E intanto i giorni passano, le stagioni cambiano, si alternano, ritornano, e noi ci ritroviamo con meno capelli, più barba, qualche ruga e sempre più ricordi. Forse l'unica cosa da fare a questo punto è svuotare il cassetto, tirare fuori tutti i sogni (sì, pure quelli che sono rinchiusi lì da anni) e metterci dentro i ricordi, uno sopra l'altro.
Esco: una birra aiuterà a chiarirmi le idee (diamine, luglio ogni anno mi rende nostalgico).


postato da: Lessio alle ore 23:47 | link | commenti
categorie: pensieri
domenica, 21 giugno 2009

APPUNTI DI VIAGGIO

Eccomi qui, nuovamente nella mia Città Eterna, dopo ventiquattro giorni a zonzo per l'Europa. Parigi, Lille, Bruxelles, Bruges, Oostende, Amsterdam e ancora Bruxelles e ancora Parigi. Roma.
Un anno fa ero qui a promettermi che avrei fatto questo viaggio, e oggi mi sento in pace con me stesso per averlo realizzato. Laurea alle spalle, un biglietto solo andata per la Francia, per ovunque, per dappertutto. Non è mai semplice raccontare un viaggio, troppe sensazioni per cui non sono ancora state inventate parole adatte, troppa bellezza imprigionata negli occhi, incapace di trovare la strada per arrivare alle dita, costrette a scrivere impotenti rispetto a quanto giace nei piani alti della testa. Ricordi.
Eccomi qui, dicevo, a riprendere in mano quella stessa vita lasciata in stand-by, prima di questa parentesi europea che mi ha portato a domandarmi se la vita fosse quella lasciata a Roma o quella vissuta per le strade di questo maiuscolo continente. La risposta è forse in tutto ciò, e anche di più.
I giorni sono passati in fretta, troppo in fretta, i saluti e gli arrivederci sono stati tanti, ma non tristi. L'impressione, che sfuma in certezza, è che un mese non sia abbastanza in mezzo a culture così interessanti, così affascinanti, con i loro difetti ovviamente, ma che sanno stupire con i pregi. Sfoglio spesso le pagine del taccuino che mi ha accompagnato in questa avventura, nella speranza di rimandare indietro il tempo e rivivere tutto: mi rendo conto che alla fine i viaggi non sono i luoghi, o non soltanto, ma le persone. I viaggi sono loro, le emozioni sono loro, evocate da loro. La gente, gli amici, le ragazze: le persone. Il mio viaggio sono stati loro, e anche chi leggeva le mie cartoline, a cui ho cercato di trasmettere un soffio dell'aria che respiravo.
Quando ho aperto la mia valigia a Roma ho trovato mille ricordi che si facevano strada tra i maglioni sgualciti e lo spazzolino da denti. E mi sono finalmente reso conto che questi ventiquattro giorni in Europa resteranno sempre con me, ovunque andrò, nella mia biografia, nella storia dei miei passi, che forse sono stati talvolta piccoli e incerti, ma sempre sinceri, mossi dal cuore. Mi sono promesso di non permettere mai a me stesso di incatenarmi ad una vita che non voglio, e di sentirmi libero da ciò che non sento mio. Ho brindato alla mia, nella speranza di non rompere mai questo incantesimo. I ricordi si affollano, ma i miei pensieri sono ora concentrati su Roma, sul domani, sul dopodomani: affido alle mille e più foto il compito di riportarmi indietro, di raccontarmi; affido ai miei appunti confusi la speranza di ritrovare le sensazioni e le emozioni raccolte lungo il mio cammino. C'è tanta bellezza nel mondo, e la vita merita di essere vissuta.
Au revoir.


postato da: Lessio alle ore 14:17 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, viaggi, diario
venerdì, 15 maggio 2009

RINGRAZIAMENTI DI FINE LAUREA

Scrivere queste righe a pochi giorni dalla fine della mia vita da studente non è facile, la conclusione di un’epoca come quella universitaria rappresenta per me un traguardo dalle sensazioni contrastanti: i miei ricordi di questi anni al Dams non sono fluidi come un piano sequenza, sono piuttosto tanti fotogrammi montati in rapida e confusa successione, ma ognuno dal valore immenso. Una semplice lista di nomi da ringraziare non renderebbe giustizia a tutti coloro i quali hanno fatto parte di questa carriera universitaria, motivo per cui non leggerete alcun nome, ma soltanto una serie di motivazioni nelle quali i diretti interessati riusciranno (forse) a riconoscersi.

Prima di tutto ringrazio chi mi ha seguito in questi miei ultimi passi da studente con disponibilità e professionalità, e chi da quando ho iniziato il Dams si è sempre rivelato prodigo di consigli e umanità. Ringrazio chi mi ha fatto compagnia nei lunghi pomeriggi trascorsi in biblioteca a studiare, chi si è fermato con me alla Tazza d’Oro per un caffè, un cappuccino o una birra e anche chi me l’ha servita, chi è stato con me durante le tante ore passate a mensa e a lezione, e chi ha reso piacevole l’attesa durante gli esami. Ringrazio soprattutto chi mi ha motivato nei momenti più faticosi, chi mi ha detto che ce l’avrei fatta e anche chi non me l’ha detto ma lo pensava. Ringrazio chi ha cercato di cambiare il mio modo di vedere le cose, e anche chi c’è riuscito. Ringrazio chi mi fa compagnia al cinema, chi mi permette di scrivere di cinema e chi mi legge con costanza e piacere. Ringrazio chi mi considera un fratello e chi è stato spesso confuso come tale, chi ha supportato le mie idee e anche chi le ha sopportate, chi mi ha fatto scoprire cose nuove e chi ha reso migliori quelle che già conoscevo. Ringrazio chi ha contribuito a migliorare il mio francese, il mio inglese e il mio spagnolo, ma anche chi apprezza il mio romano. Ringrazio chi ha inventato l’Erasmus e chi mi ha fatto girare il mondo senza muovermi da Roma, chi ha fondato questa città meravigliosa e chi mi ci ha fatto nascere.

Infine ringrazio quelle mura di via Ostiense, talvolta criticate, talvolta bistrattate, ma che racchiudono in sé un grande cuore che batte ventiquattro volte al secondo, un universo di sfumature e di caratteri che mi ha permesso di crescere a livello umano prima ancora che professionale, e che porterò con me su tutte le strade che da oggi mi troverò a percorrere: perché anche se giriamo il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo.


postato da: Lessio alle ore 01:15 | link | commenti (1)
categorie: pensieri, universitĂ 
mercoledì, 08 aprile 2009

STRADE DI FRANCIA

Ora è ufficiale: il 23 maggio sarò a Parigi. Viaggio di sola andata, finché non deciderò di tornare...

Parigi, Parigi a me va bene per non tornare più
così dicevi perché i miei occhi pieni di stazioni e chiese
ritornassero blu
Le mani, le mani già lo sanno che non vivranno qui
e, mi spiegavi, per questo vedi amore non si fermano un momento
e tremano così.

perché le cose non vanno mai come vuoi tu
anzi è più facile cambino ancora di più

Così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è

Le strade, le strade dei francesi che non ho visto mai
eh, ma se i sogni non li avessi già completamente spesi
in quello che sai

perché le cose non vanno mai come vuoi tu
anzi è più facile cambino ancora di più

Così io ti prendo per mano e ti porto con me
perché a darsi un appuntamento che speranza c'è

E se Parigi è così immensa e tu non hai paura come me
per queste strade di Francia io vengo con te

E allora adesso che ogni cosa ha un nuovo nome
e questo nome me lo insegni tu
com'è che vivo ancora tra una chiesa e una stazione
e i miei occhi, i miei occhi non ritornano blu...

(Daniele Silvestri)


postato da: Lessio alle ore 19:56 | link | commenti (6)
categorie: pensieri, viaggi, musica, news
lunedì, 30 marzo 2009

LUCKY

La primavera non ha tardato ad arrivare, l'ora legale si è insinuata nelle nostre lancette sconvolgendo momentaneamente i nostri fusi orari, anche perché fuori dalla mia finestra (che dà su un cortile, ma ha ben poco a che vedere con Hitchcock) mi sembrano le 6 del pomeriggio, quando invece tra poco si cena. Ebbene ecco la primavera, la fine del letargo (ma per chi poi?), l'inizio dei sei mesi più movimentati di ogni anno (ma chi l'ha detto poi?). Ma sì, mi sono lievemente allontanato da queste pagine, un po' per il calo (leggasi crollo) dei lettori/commentatori, un po' per il crollo (leggasi calo) della mia voglia di raccontarmi, un po' per la mia volontà di dedicare il tempo passato a scrivere su ben altri settori letterari diversi dal blog (che siano tesi di laurea, romanzi o recensioni). Dunque, vi/mi devo un aggiornamento, perchè è passato un mese dall'ultimo post, e qualcosa da dire forse c'è.
In breve, oppure no:

- La mia tesi di laurea sulla figura del critico cinematografico procede a buona andatura: oggi ho finito il capitolo sui Cahiers du Cinéma, la storica rivista che grazie a Truffaut & friends ha rivoluzionato il mestiere del critico. Sto a una cinquantina di pagine, e la parte più divertente deve ancora arrivare (ovvero quella sull'era di Internet, che mi riguarda da vicino). Domani (sperando che sia la volta buona) porterò una trentina di pagine dal mio relatore - che non riesco a vedere da gennaio - sperando che non abbia dimenticato che mi devo laureare con lui...

- Domani dovrei anche sapere le date della sessione di laurea (in effetti avrebbe avuto più senso scriverlo domani questo post...): voci incontrollate ma abbastanza verosimili parlano del 15 maggio come la deadline della sessione, il che ci porta dritti dritti al punto 2 di questo aggiornamento: il viaggio post-laurea. Se le voci troveranno conferma, potrò ufficialmente prenotare il volo per Parigi, previsto intorno al 21 maggio. Solo andata: poi, non appena i soldi cominceranno a scemare, sarà il momento di prendere il biglietto del ritorno (molto probabilmente da Bruxelles), anche perchè non riesco a programmare una data per il ritorno già da ora. L'idea di base del mio itinerare è Parigi-Lille-Bruxelles più annessi e connessi (tipo Bruges), sembra invece assai improbabile al momento una conclusione londinese. Ma comunque, vi terrò informati.

- Il resto? La vita romana procede bene, tra film, cenette, tiramisu e non solo; gli impegni di certo non mancano, ma le distrazioni sono davvero piacevoli: miracoli della primavera. Penso di dover spingere sulla tesi ancora per un paio di settimane, dopodichè mi ritroverò con molto tempo libero da poter finalmente dedicare a quelle mie passioni rimaste un po' castrate in quest'ultimo periodo, ovvero i libri e la fotografia. E poi ci sarà Roma in primavera, uno spettacolo che si rinnova, in questa città che adoro, adoro, adoro, e che non smette mai di sorprendermi.

Vorrei andare avanti, ma ho perso tempo in altro, ho cenato, e ora devo uscire. Ci risentiremo presto. Chiudo con un piccolo censimento: se ci siete ancora, battete un colpo, giusto per sapere per chi scrivo...

Tramonto romano

postato da: Lessio alle ore 21:21 | link | commenti (5)
categorie: pensieri


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